La storia: dalle palafitte in poi

La storia: dalle palafitte in poi

I nostri antenati di 3000 anni fa

 

ASPETTI STORICO-CULTURALI

Dall'introduzione allo studio interdisciplinare sul lago del 1987 dell'Amministrazione Provinciale di Como e dagli studi per il Piano di gestione ricaviamo interessanti informazioni sul passato di questi luoghi.

* LE PALAFITTE

Antichi insediamenti, risalenti all'età del bronzo (circa 3000-3500 anni fa), o forse alla fine del Neolitico, sono stati ritrovati sulla riva settentrionale del Lago di Montorfano. Si tratta di un insediamento di palafitte, posto ad una profondità di circa 2,40 metri, venuto alla luce soltanto per caso nel 1918 durante lo scavo di trincee di sondaggio per la ricerca della torba, combustibile assai richiesto durante gli anni della prima guerra mondiale. Dai resti ritrovati si può cercare di ricostruire l'ambiente in cui queste popolazioni palafitticole vivevano.

Come ritrovamenti animali abbiamo: farfalle, un frammento di mandibola di cervo, resti di anatra. Questi animali ci indicano la presenza di un ambiente con zone paludose, canneti e di boschi non troppo fitti con radure ricche di vegetazione erbacea di cui si nutre il cervo, il rinvenimento di foglie e di pollini di alberi come betulle, abete bianco, abete rosso, ontano e quercia attestano un clima continentale di tipo nord-alpino piuttosto che di uno temperato come quello oggi esistente. La presenza di numerosi ritrovamenti di selce, sotto forma di nuclei, lamette e schegge tra l'area della palafitta (situata al limite dell'attuale centro residenziale "Il canneto") e la Cascina Incastro prova che l'area interessata all'insediamento aveva un fronte di almeno 200 metri. Non sappiamo se tutta l'estensione fosse edificata a palafitte oppure se parte dell'insediamento, magari capanne artigianali e recinti per animali, fosse su terra ferma. Non è da escludere l'esistenza di altri insediamenti palafitticoli sulla sponda est e su quella ovest del lago, mentre si può escludere la zona a sud per le rive scoscese e la cattiva esposizione all'irraggiamento solare che ne fa tutt'ora una zona umida e fresca anche in periodi di forte calura.

Altre testimonianze archeologiche di presenza umana nei periodi protostorici sono riscontrabili nelle rocce con coppelle presenti nella zona tra la sponda sud-occidentale del lago e il Monte Croce di Capiago, zona elevata con possibili luoghi di culto. Nelle vicinanze, in località Guasto tra il 1875 e il 1878 vennero ritrovate cinque tombe protostoriche datate al periodo Golasecca II. Di forma rettangolare e ricoperte da lastroni di pietra locale, contenevano manufatti attribuibili alla prima metà del VI sec. a.C. E' probabile la presenza di un villaggio relativo alla necropoli nel territorio elevato a sud del lago di Montorfano. Un insediamento gallico presente dall'inizio del IV secolo a.C, sulla dorsale collinosa che scende dal Monte Croce in direzione di Cantù, a sud del lago, sarebbe testimoniato da toponimi e oggetti di tipologia gallica rinvenuti nelle tombe romane della Mandana (Capiago).

* I ROMANI

Nella zona di Como l'esercito di Roma fa la sua comparsa nel 196 a.C. Comum divenne nel 59 a.C. con Giulio Cesare Novum Comum e fu destinataria di un massiccio invio di coloni con relative famiglie, con conseguente espansione di insediamenti rustici nelle terre delle immediate vicinanze. In località "il Livello" nei pressi dell'antico cimitero di Montorfano a circa 8 metri dal lago, venne scoperta una tomba attribuita al II sec. a.C. a cassetta di beole con fondo e copertura in lastre, contenente un'urna cineraria, una brocca e vasi. A fine '800 in località "Linghirone", in terreni ora occupati dal campo da golf, vennero alla luce quattro tombe databili tra il I e il II sec. d.C. Due avevano la struttura costituita da tegoloni e due erano a forma di cassetta di lastre di ardesia. La varietà dei reperti e la relativa povertà riconduce alla tesi di un insediamento di tipo rustico-produttivo, quale doveva essere Montorfano in epoca romana, epoca testimoniata anche da due ritrovamenti iscritti nell'abitato: un'ara votiva e una iscrizione a destinazione funeraria. A sud est di Montorfano, in località "Laghett" nel 1847 vennero alla luce alcune tombe databili al IV sec. d.C..

* IL MEDIO EVO

Dopo la traccia profonda lasciata dal regno longobardo la Brianza, terra ripetutamente invasa da scorrerie barbariche, eresse a propria difesa una quantità notevole di castelli ben fortificati sfruttando al meglio la conformazione del suolo, collegati da una rete di torri di segnalazione. Il luogo di Montorfano, con l'importante presenza del castello o rocca assume nel periodo comunale e fino al Cinquecento una grande importanza strategica trovandosi nell'area di confine tra due parti avverse, come quando nel 1118 scoppiò la guerra decennale tra Como e Milano. Nel 1160 vi trovarono rifugio, dopo la sconfitta di Carcano, i soldati novaresi e comaschi, che avevano combattuto con il Barbarossa contro i milanesi e i loro alleati. Il castello, costruito sulla sommità del monte dominante il lago, difeso a nord da un altissimo strapiombo che lo rendeva imprendibile da quel lato, era costituito da più torri e varie altre fabbriche articolate, costruite in pietra con grande accuratezza. Roccaforte inespugnabile luogo di violenti scontri tra Como e Milano, fu definitivamente abbattuto dall'Imperatore Carlo V; i ruderi del castello vennero già nel Cinquecento spogliati di blocchi di pietra ben squadrati e lavorati, per essere riutilizzati in costruzioni nell'area circostante e spesso ancora oggi identificabili. Le rovine esplorate del complesso fortificato, estese per una lunghezza di 250 m ed una larghezza di 70-80 m, stanno ad indicare un insediamento di primario rilievo per la qualità dei reperti e per la sua ampiezza dimensionale: una vera e propria cittadella medievale. Alla fine del Quattrocento il territorio di Montorfano perde definitivamente la sua passata grande importanza strategica.

* L'EPOCA MODERNA

La mappa del Catasto Teresiano del Comune di Montorfano e dintorni ci fornisce una precisa lettura qualitativa dell'assetto paesistico dell'area agli inizi del Settecento. Il nucleo edificato dell'abitato di Montorfano è raccolto attorno alla piazza e caratterizzato dalla presenza delle due residenze nobiliari dei Mandelli e dei Malusardi con le relative pertinenze sistemate a giardino. Al di fuori dell'abitato di Montorfano esistono pochissime costruzioni. Emerge per la sua importanza la cascina Cà Franca, con l'intorno coltivato e modellato a terrazzamenti, situata in un'area contesa per secoli, al confine fra i territori del Vescovado di Como e Milano. Il paesaggio del Settecento vede estensioni boscate a sud del lago, mentre il Monte Orfano si caratterizza per il disegno sapiente ed equilibrato del paesaggio agrario, con i terrazzamenti sui pendii (i ronchi), il ritmo regolare dei filari di gelsi (i moroni ), le colture miste (aratorio vitato, ...).

Il paesaggio ottocentesco come risulta dalle mappe del Catasto Cessato offre un'immagine del lago di Montorfano molto simile a quella di inizio Settecento. Si nota un leggero ampliamento dell'abitato di Montorfano e la costruzione della Cassina Lossetti e il Cimitero della Famiglia Mandelli nei pressi del lago. La grande area boscata a sud e ovest del lago, così come l'area boscata sul Monte Orfano, si mantiene simile a quella settecentesca, la maggior parte della superficie è classificata come brughiera boscata mista. La riva settentrionale del lago presenta una fascia censita come palude da strame che corrisponde per estensione all'attuale canneto; è ben leggibile la trama di suddivisione dei lotti corrispondente ai canali di scolo delle acque, ancora esistenti. Oltre la strada per Como si estendono i terreni coltivati con l'ausilio dei terrazzamenti in pendio : ronco a ripe erbose, aratorio vitato, prato. La presenza importante dei gelsi, disposti a filari, caratterizzavano il paesaggio. Da notare la presenza dei roccoli per la cattura degli uccelli realizzati in luoghi elevati.

Il paesaggio del Lago di Montorfano si mantiene pressoché immutato sino ai primi anni del XX secolo: all'esiguità della superficie di suolo occupato dal costruito corrisponde un complessivo equilibrio dell'assetto ambientale e paesistico del territorio. Negli ultimi 50 anni questo equilibrio secolare si perde. L'edificato si espande rapidamente in modo sproporzionato anche in situazioni delicate e preziose dal punto di vista ambientale e paesistico. Un superstite lembo del paesaggio agrario che per secoli ha caratterizzato l'intorno del lago è l'area della Cascina Cà Franca con i terreni circostanti rimasti liberi e il complesso della Cascina Incastro.


    Sezione dello scavo della palafitta

Sezione dello scavo della palafitta