Home Page

ATTIVITA' ANTROPICHE

BENVENUTI

FAUNA

ISTITUZIONE E ORGANIZZAZIONE

L'ECOSISTEMA LAGO

MANIFESTAZIONI

STUDI, RICERCHE E BIBLIOGRAFIA

TERRITORIO

ATTIVITA' ANTROPICHE
La Palafitta
I nostri antenati di 3000 anni fa

 

La bellezza e la posizione favorevole del luogo hanno attirato fin dall'antichità l'uomo sulle sponde del lago di Montorfano. Infatti il primo insediamento umano è da far risalire all'età del bronzo (secoli XIV-XII a.C.). Una comunità di poche centinaia di persone aveva trovato qui il proprio ambiente ideale di vita: un lago poco profondo, ben protetto coi venti, molto pescoso, circondato da colline ricche di selvaggina. Venne così costruito un piccolo villaggio su una piattaforma emergente dall'acqua. Questo palafitta doveva estendersi sulla riva settentrionale del lago, in località detta Cariggiolo, che và dall'Incastro all'attuale residence Le Ville. La sua ampiezza non è ben conosciuta, in quanto gli scavi, una volta iniziati, non vennero portati a termine. Si pensa però che le dimensioni dell'insediamento fossero notevoli.

Il suo ritrovamento fu del tutto casuale: nel luglio del 1918, durante lo scavo di trincee di sondaggio per la ricerca della torba, vennero alla luce, ad una profondità di circa 2,40 metri, numerose testate di pali, alcuni dei quali ritti, altri rovesciati ed altri ancora inclinati.

Il conte Giovanni Barbavara, proprietario del lago, consapevole dell'importanza del ritrovamento, decise di far continuare le ricerche con più attenzione.

Durante gli scavi vennero portati alla luce resti di varie specie animali e vegetali, oltre ad oggetti e manufatti che possono dare un quadro del tipo di civiltà, delle attività umane e della vita che si svolgeva sulla palafitta.

L'analisi dei pollini e delle essenze trovate fa pensare ad un ambiente con zone paludose, circondato da boschi, non troppo fitti, di betulle, abeti, ontani e querce, con radure di vegetazione erbacea. Queste caratteristiche indicano un clima, con periodi variabili di siccità, più simile a quello di tipo continentale nord-alpino che a quello temperato attuale. Per quanto riguarda invece i manufatti umani, sono stati rinvenuti frammenti di vasi in ceramica a pasta più o meno grossolana, senza alcun elemento ornamentale, punte di freccia in selce e utensili appuntiti in legno. Dai ritrovamenti si deduce che l'economia del palafitta montorfanese fosse di tipo agricolo-pastorale, integrata con la raccolta dei prodotti spontanei del suolo, dallo caccia e dalla pesca.

 

Catch Me Patch Me
La perdita di peso!
http://www.radicaliliberi.net/catch-me-patch-me-recensioni/

Non si sa ancora bene se l'insediamento fosse edificato soltanto sulla palafitta o se esistesse anche una parte sulla terraferma. Forse la palafitta era utilizzata solo a scopo residenziale, mentre le capanne per le attività artigianali e i recinti per gli animali erano costruiti sulla terraferma. Non è possibile sapere quanto sia durato l'insediamento sulla palafitta di Montorfano e neppure se il suo abbandono sia avvenuto pacificamente o sia stato determinato da eventi violenti, come potrebbero far supporre la posizione irregolare dei pali ritrovati e le tracce di incendio rilevate su di essi. Non sembra probabile comunque un'evoluzione spontanea: il nucleo di Montorfano potrebbe essere scomparso in seguito all'arrivo di nuove popolazioni che lo avrebbero assorbito nella loro civiltà.


    Sezione dello scavo della palafitta





PRESENTAZIONE

© 1997/98 CONSORZIO
"LAGO MONTORFANO"
Per informazioni