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Le Ghiacciaie
Tutte le notizie sulle ghiacciaie e l'industria del ghiaccio

 

Il lago di Montorfano, nei periodi invernali, gela facilmente in superficie. Anni addietro, quando l'inverno era più rigido, lo spessore della lastra di ghiaccio che si formava era molto consistente e poteva raggiungere anche i 50-60 cm. Questo fatto ha costituito un'importante fonte di lavoro per i montorfanesi: la superficie ghiacciata veniva tagliata con la scure in pesanti lastre, che poi venivano spinte a riva e frantumate in pezzi più piccoli, il ghiaccio così raccolto era poi depositato in apposite costruzioni, dette ghiacciaie, per essere conservato ed essere venduto nella stagione calda.

 

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Le ghiacciaie, che sorgevano nelle immediate vicinanze delle rive, erano costruzioni generalmente a forma circolare, posizionate in zone fresche e spesso costruite in parte sotto il livello del terreno. Possedevano sulla sommità una porta ed un'apertura attraverso cui il ghiaccio veniva introdotto. Le pareti di solito venivano isolate con pula di riso per evitare lo scioglimento del ghiaccio a contatto con lo pietra. La ghiacciaia più antica, detta "Giazerùn", è ubicata a sud-ovest della cascina Incastro (ora albergo-ristorante S. Andrea), e attualmente di essa rimangono solo i ruderi; altre sorgevano nello zona del lido.

Le ghiacciaie appartenevano a diversi proprietari che utilizzavano il ghiaccio per usi personali o lo vendevano. Agli inizi di questo secolo il conte Giovanni Barbavara fece costruire una grande ghiacciaia rettangolare, più moderna, all'imbocco della strada che porta al lido, dotandola di mezzi meccanici per il trasporto delle lastre dal lago: trasformò così la lavorazione del ghiaccio in una vera e propria industria. Nei mesi più caldi questo ghiaccio veniva insaccato, nelle ore più fresche della prima mattina, caricato sui carri e trasportato, secondo le richieste, nelle varie località vicine, tra cui Como, Cernobbio - Villa d'Este e perfino in alcuni paesi della Svizzera, dove veniva usato per la conservazione degli alimenti deperibili. Il commercio del ghiaccio terminò verso il 1950, con la diffusione prima del ghiaccio artificiale, più economico, poi dei frigoriferi. Quando le ghiacciaie non furono più usate come deposito, alcune servirono, anche se per breve tempo, per la coltivazione dei funghi, in special modo quelli piccoli da conservare.

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Interni della Fabbrica del ghiaccio
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PRESENTAZIONE

© 1997/98 CONSORZIO
"LAGO MONTORFANO"
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